/Il progetto
Rubano · Padova
Un’ex autofficina,
e quello che ci sta dentro.
È nato nel garage di Cecilia Maran, quando studiava Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Venezia e i compagni di corso, senza un torchio, venivano a stampare da lei. Oggi è un laboratorio aperto a tutti, dove le tecniche incisorie storiche lavorano accanto alla sperimentazione contemporanea.
/Lo spazio






/La sede
Un luogo che esiste già
Il luogo, le attrezzature, le competenze e la rete di relazioni sono già qui.
L’ex autofficina di Rubano è diventata un laboratorio di grafica d’arte. Le sue sale fanno da atelier, da aula per i workshop e da spazio espositivo, a volte tutte insieme. Cinque anni di studio prima di aprire le porte, e adesso il tempo di farne un luogo che resti.
/Dotazione
Cosa c’è in laboratorio
Quello che serve per progettare una matrice, inciderla e stamparla. Chi arriva con il lavoro già cominciato entra dove gli serve.
01
Progettare
Il lavoro comincia prima del metallo. Alla postazione grafica si ridisegna in vettoriale il profilo delle sagome, si impagina, si separano i colori per i telai serigrafici. Qui passano anche le scansioni delle matrici e delle prove, quando il progetto le rimette in stampa.
02
Incidere
Bacinelle per i mordenti fino a 80 × 60 cm, acido nitrico e solfato di rame per lo zinco e il rame, le sostanze effervescenti delle morsure dirette. Vernice molle e vernice dura, colofonia per l’acquatinta, punte, bulini, brunitoi e raschietti. Per la xilografia, sgorbie e coltelli su legno e su linoleum.
03
Stampare
Il torchio calcografico azzurro, da 125 × 72 cm, con pressione e registro regolabili. Il piano di stampa per la stesura e la macinazione degli inchiostri e per la pulitura delle matrici, con rulli, spatole, tarlatane e feltri di spessore diverso. Giostra serigrafica a quattro braccia, telai, rastrelliera per i fogli. Pressa verticale da legatoria 40 × 40 per i libri d’artista. E il magazzino delle carte, in grammature diverse.
/Tecniche
Cosa si stampa
Chi arriva qui arriva per stampare. Calcografia, xilografia, serigrafia, e tutte le fasi che portano al foglio, l’incisione della matrice compresa.
01Calcografia
La stampa in cavo. L’inchiostro sta nel solco e la carta lo va a prendere.
La matrice è una lastra di zinco o di rame. Il segno lo scava l’acido, dove la punta ha aperto la vernice, oppure la punta stessa sul metallo nudo. Si inchiostra, si pulisce la superficie con la tarlatana, si passa al torchio: la pressione tira l’inchiostro fuori dal solco e lo lascia in rilievo sulla carta.
È la tecnica su cui il laboratorio è nato, e quella che conosciamo meglio.
Le tecniche, dentro la calcografia
- Acquaforte — il segno scavato dall’acido dove la punta ha aperto la vernice
- Puntasecca — il segno inciso direttamente sul metallo, senza mordente
- Acquatinta e marezzatura — i toni e le campiture, dalla grana della resina al movimento del colore
- Lavis — il mordente steso a pennello, come un acquerello sulla lastra
- Morsure dirette — l’acido guidato sulla lastra scoperta, anche con sostanze effervescenti
- Monotipo — l’esemplare unico, quello che si stampa una volta sola

02Xilografia
La stampa in rilievo. Si scava tutto quello che deve restare bianco.
La matrice è di legno o di linoleum e si lavora a sgorbia. Quello che resta in rilievo prende l’inchiostro; il resto è il bianco del foglio. Si impara a pensare l’immagine al rovescio, e poi non si torna indietro.
Il legno dà la fibra e la resistenza per le tirature; il linoleum è più docile e permette segni larghi e tagli netti. Si stampa al torchio o a mano, con il baren.
03Serigrafia
Dalla progettazione digitale del telaio all’impressione e alla stampa.
Si parte al computer: il file separa i colori e diventa la pellicola con cui si espone il telaio. Dove l’emulsione non ha indurito il tessuto, l’inchiostro passa; la racla lo spinge attraverso la maglia, un colore per volta.
Regge le campiture piene e le tirature lunghe, e tiene insieme il file e la mano senza passaggi intermedi.
Le fasi
- Progettazione digitale — separazione dei colori e pellicole
- Preparazione del telaio — emulsione, esposizione, sviluppo
- Impressione — la racla sulla giostra, un colore per volta
- Stampa e asciugatura — la rastrelliera per i fogli in attesa


04Matrice sagomata e digitale
Il modo di lavorare che attraversa tutte e tre.
La lastra non resta rettangolare. Il contorno si disegna in vettoriale, si riporta sulla matrice con una pellicola, si taglia. La forma della matrice è già l’immagine, e il bianco del foglio attorno entra nella composizione. Più matrici sagomate, stampate una sull’altra con colori diversi, costruiscono la profondità.
Matrici e prove si fotografano e si digitalizzano, e quando il progetto lo chiede tornano in stampa.



/Il territorio
Perché Rubano
Vicino a Padova, alla sua università e alle sue scuole. Abbastanza fuori per lavorare in pace.
Chi arriva da fuori scende a Mestrino-Ronchi. Da lì sono pochi minuti, e per l’ultimo tratto ci si organizza: al laboratorio si arriva anche senza automobile.
/La rete
Relazioni già attive
Accademie, stamperie, associazioni. Sono le persone e i luoghi con cui lavoriamo da anni, e da cui arriva buona parte di chi passa in laboratorio.
/Sviluppo
Dove sta andando

Ora
Il laboratorio
Stampa, giornate in laboratorio su appuntamento, sessioni di progetto con gli artisti. Si prova, si sbaglia, si ristampa: il laboratorio è fatto per sperimentare.

In avvio
Il programma
Workshop per chi comincia, nuove mostre, open call, tavole rotonde con curatori, designer e architetti, le prime residenze. «Tracce» è stato il primo appuntamento pubblico.

Poi
Esposizione e pubblicazione
Uno spazio per esporre, le prime pubblicazioni, una sede che tenga insieme ricerca, produzione e diffusione.